café golem

l'inserto culturale di East Journal

Bosnia : fu una guerra psichiatrica

di Andrea Monti

L’hanno chiamata guerra etnica. Guerra religiosa. Guerra fratricida.  Ma nessuno ha mai parlato di “guerra psichiatrica” per riferirsi al  conflitto balcanico degli anni ’90. Lo fanno Angelo Lallo, collaboratore  del Centro studi e ricerche sulla salute mentale di Merano, e Lorenzo  Toresini, direttore dello stesso Centro studi: Il tunnel di Sarajevo (Ediciclo Editore, 2004) raccoglie i loro scritti e quelli di  altri studiosi, per spiegare le violenze avvenute oltre Adriatico in una  chiave molto particolare.

 

Perché parlare di guerra psichiatrica? In primo luogo perché molti  protagonisti dei massacri erano psichiatri: uno su tutti, Radovan  Karadzic, il boia di Srebrenica, attualmente sotto processo a L’Aja per  genocidio e crimini contro l’umanità. In secondo luogo perché la guerra  dei Balcani aveva il primo scopo, in parte raggiunto, di dividere ciò  che era stato unito fino ad allora: persone di religione diversa, o  appartenenti ad “etnie” (o presunte tali) diverse, che avevano sempre  convissuto pacificamente. E per farlo, lo strumento principe era la pulizia etnica, lo sterminio del “diverso”, spesso giustificato dai  paradigmi della peggiore psichiatria sociale. E dire che – scrive  Toresini – “la psichiatria vede nel suo DNA primigenio i principi di  tolleranza, disponibilità e apertura nei confronti di chi, diverso, non  meritava più la punizione della sofferenza nelle segrete”: ma la  psichiatria, come ogni strumento, può diventare mortale se ne se fa un  uso distorto e volto a seminare odio.

Il libro contiene i contributi di persone che hanno lavorato nel  cuore di Sarajevo assediata (Mevlida Serdarevic, direttore del Museo  ebraico; Ajnija Omanic, direttore della facoltà di Medicina), di  professionisti che hanno lavorato nella stessa clinica di Karadzic prima  della guerra (Slobodan Loga e Ismet Ceric) e altri ancora: tutto per  dimostrare come l’ottica psichiatrica sia quella giusta per valutare il  conflitto dei Balcani. Non ci sentiamo di sposare in toto questa tesi,  ma una cosa è certa: qualunque interpretazione si allontani da quelle, superficiali e fuorvianti, che vedono nella guerra degli anni ’90  esclusivamente una guerra di religione, o peggio ancora una guerra  etnica, contribuisce ad arricchire la riflessione su un dramma le cui  vere ragioni sono ancora tutte da chiarire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il aprile 16, 2012 da in Recensioni con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: