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l'inserto culturale di East Journal

Poesia : Tristan Tzara

di Tristan Tzara

Sul far della sera

Tornano i pescatori con le stelle marine

spartiscono il cibo coi poveri, infilano corone ai ciechi

gli imperatori escono nei parchi a quest’ora che

sembra la vecchiaia delle incisioni

e i servitori fanno il bagno ai cani da caccia

la luce indossa i guanti

apriti finestra – e poi

ed esci notte dalla stanza come il nocciolo dalla pesca,

come il prete dalla chiesa,

dio : pettina la lana agli amanti sottomessi,

colora gli uccelli con l’inchiostro, cambia la guardia alla luna.

– andiamo a prendere i maggiolini

mettiamoli in una scatola

– andiamo al ruscello

facciamo vasi d’argilla

– andiamo alla fontana e ti bacerò

– andiamo nel parco comunale

fino al canto del gallo

che si scandalizzi la città

– oppure adagiamoci nel soppalco della stalla

dove ti punge il fieno e senti le mucche ruminare

e poi è desiderio di vitelli

partiamo, partiamo.

 

Da : Tristan Tzara, Avant Dada, traduzione di Irma Carannante, Barbès Editore

 

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 13, 2012 da in Poesia con tag , , , , .
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