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Alfonso Berardinelli : sul romanzo italiano

di Alfonso Berardinelli

…Il romanzo perciò in Italia resta anche oggi l’ombra di un’idea, un dovere scolastico o un desiderio infantile di modernità a cui paternamente e maternamente l’editoria cerca di rispondere riempiendo le librerie di surrogati. Anche se non si vendono tanto, resta il fatto che poesia e saggistica vendono ancora meno. E forse in mezzo a parecchi good seller stagionali spunterà prima o poi il best seller di lunga durata. Bisogna sparare mille colpi per fare centro una volta. Tutti hanno capito che le ragioni di un successo editoriale diventano chiarissime a cose fatte, ma prima sono un enigma che nessun esperto di marketing riesce a risolvere. Una volta superati i discorsi sulla “crisi del romanzo” che infestavano le riviste europee degli anni sessanta, questo genere letterario si è trasformato a poco a poco in una categoria eterogenea di prodotti che occupano un certo spazio, portano quel certo nome e si presentano grosso modo come romanzi almeno nella prima e nel’ultima pagina.

Ancora una volta, se l’ostacolo alla costruzione di romanzi non viene dalla prosa d’arte, poco ci manca. Molti hanno osservato che i nostri narratori giovani scrivono sempre meglio. Ma fingono la finzione narrativa sul piano lessicale e sintattico. La fingono ritmicamente, comicamente : solo che dopo un certo numero di pagine il racconto si insabbia e i personaggi svaporano. Sono prosatori che magari lavorano con a stoffa di buona qualità, ma non riescono a confezionare dei veri abiti. E questo naturalmente ci riporta indietro nel cuore del nostro Novecento, agli anni fra le due guerre. Che cosa è stata la prosa italiana dell’ultimo secolo? Che cosa ci lascia in eredità e dove ci ha portato? La risposta di Franco Cordelli è : Lontano dal romanzo. Cordelli nutre una specie di fede negativa, nichilistica nel romanzo. Ipotizza, vagheggia il romanzo come quel luogo geometrico nel quale scrivere davvero romanzi sia impossibile o vietato o colpevole. Il romanzo per Cordelli è il sogno di una prosa che deve restare poeticamente innamorata del ritmo narrativo : il romanzo senza corpo, aureola teorica del romanzo, fantasma di un caro estinto che ancora ossessiona la mente di chi lo amò.

da : Alfonso Berardinelli – Non incoraggiate il romanzo – Marsilio

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 14, 2012 da in Critica letteraria, L'opinione critica con tag , , , .
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