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l'inserto culturale di East Journal

Il Grifo Generoso e la Bella Sirena (La fiaba di Varsavia)

varsavia sirena

di Maria Krüger (nella traduzione di Lucia Pascale)

         Questa è una strana storia. Accadde tanto tanto tempo fa, quando Varsavia era appena una piccola fortezza.  Allora le rosse mura difensive racchiudevano in sé la piazza del mercato e alcune stradine. Gli abitanti del borgo erano artigiani e commercianti, mentre sulla riva della Vistola, in casette a ridosso della scarpata, come in nidi di rondine, abitavano pescatori e zatterieri, che navigavano nelle loro chiatte a remi cariche di grano e di frutta.

Tra le onde della Vistola viveva da tempi antichissimi anche una strana creatura, detta Grifo. Aveva una bella testa di uomo, il corpo di leone, la coda di serpente ed enormi ali di pipistrello. Era dotato di intelligenza sovrumana, di generosità straordinaria e in coraggio superava i più valorosi cavalieri. Aveva inoltre un cuore tenero, pieno di compassione per ogni sventura.

Nessuno sapeva perché allo splendido Grifo piacesse quel fiume grigio e silenzioso e la città che si innalzava sopra di esso.

Una cosa però era certa. Il Grifo vigilava sulla città e ne aveva cura. La salvaguardava dagli incendi e dalle alluvioni, con il battere delle sue ali cacciava via le nuvole temporalesche, e se un nemico assaliva la città lo colpiva con la sua spada.

Nei giorni tranquilli e sereni usciva fuori dalle onde della Vistola e si stendeva sui banchi di sabbia. Lo si vedeva spesso nelle torri di guardia o sui tetti dei palazzi, a volte attraversava di nascosto i giardini reali. Di notte, inoltre, quando la luna splendeva, passeggiava per la piazza del mercato, correva attraverso le strette stradine oppure si riposava sulle scale di pietra.

Fu per questo che i probi padri della città di Varsavia, sentendo la sua preponderante protezione, immortalarono la figura del Grifo sui sigilli civici, impressi nella ceralacca o nella cera, e timbravano con essi tutti i documenti, per confermarne la validità.

Finché un giorno il Grifo salì sulla zattera di uno zatteriere e arrivò lontano fino al Mar Baltico. Il viaggio procedeva bene, e quando la zattera si imbatté nella riva di Danzica, alla soglia del mare, il Grifo incontrò una Sirena che usciva fuori dalle onde. Era bella, coi capelli chiari, e le scaglie della sua coda di pesce brillavano come l’argento. Inoltre cantava in modo straordinario, come solo le Sirene sanno fare.

Alla vista del Grifo interruppe il suo canto e sussurrò:

–         Io sono la figlia del re Baltico. E tu chi sei?

–         Io sono il Grifo – egli rispose.

–         Il Grifo? – ripeté con ammirazione la Sirena. – Oh, rimani con me per sempre. Ti canterò le tue canzoni preferite…

–         Non posso restare qui, anche se sei la Sirena più bella del mondo. Devo tornare nella piccola e silenziosa città sulla Vistola. Non posso abbandonarla. Non posso lasciarla senza protezione.

–         Allora portami con te – disse la Sirena. – Voglio restare insieme a te, perché non esiste un cavaliere più bello di te.

Il Grifo tornò così a Varsavia insieme alla Sirena dai capelli chiari. E andarono

ad abitare insieme sul banco di sabbia della Vistola, in mezzo ai salici fruscianti.

Ma un bel giorno il trombettiere che stava sulla torre della città diede l’allarme. Attraverso tutta la città si sentì il grido:

–         Alle armi! Gli svedesi attaccano la città!

Il Grifo lo sentì, si alzò in volo sulle sue ali e si lanciò alla difesa della sua amata città.

La sua spada colpiva i nemici come una saetta, alla sua vista scappavano tutti terrorizzati. Ma tra di loro ce ne fu uno che si avvicinò al Grifo con una trappola e lo colpì al cuore mortalmente.

Per l’ultima volta, e con uno sforzo tremendo, il Grifo ferito mosse le ali e scese sul banco di sabbia della Vistola, dove lo aspettava la Sirena.

Ma era ormai giunta la fine della sua vita.

Allora la Sirena, dopo aver lanciato un grido disperato, afferrò la sua spada e si lanciò nel combattimento come una bufera. L’arma del Grifo causò grandi distruzioni.

Gli svedesi, spaventati, si ritirarono dalle mura.

Fu grande in città la gioia per questa vittoria. La gente inneggiava e accendeva falò, la musica suonava. Solo sul banco di sabbia della Vistola, accanto al Grifo con il cuore trafitto, piangeva la Sirena. Ma siccome si era affezionata alla città del Grifo, decise di restarci per sempre e di difenderla dai pericoli con la spada dorata, come faceva prima il Grifo.

I consiglieri comunali, riconoscendo ciò, cominciarono col tempo a mettere sui sigilli l’immagine della Sirena al posto di quella del Grifo.

E così è rimasto fino ai nostri giorni.

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 19, 2012 da in Racconti con tag , , .
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