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John Kennedy : da 50 anni vittima senza verità

kennedy sparo

di Redazione

Cinquant’anni fa, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy veniva assassinato a Dallas. Si trattò forse di un colpo di stato, il primo caso in cui si tentò, riuscendovi, di modificare la politica del Paese tramite l’assassinio del suo Presidente. Oltre alla tragica perdita umana, e alle incognite che la Storia conserva sul possibile avvenire degli Stati Uniti e della guerra del Vietnam, qualora Kennedy fosse sopravvissuto, offende ancora la coscienza del paese e del mondo il fatto che non si voglia o non si possa rivelare la verità, sul complotto che riuscì a eliminare il Presidente. Inoltre, offende ancora l’intelligenza di tutti il sostenere, da parte del rapporto Warren e di molte versioni addomesticate dell’attentato, il fatto che sia stato il povero Lee Harvey Oswald a compiere il delitto. Non si ripeterà mai a sufficienza che la presunta arma del delitto non permettesse materialmente di sparare a sequenza ravvicinata i tre colpi che ufficialmente furono esplosi in quei pochi secondi, e non si mostrerà mai abbastanza il leggendario filmato di Zapruder che sconfessa ogni versione ufficiale : si vede il colpo mortale che sfonda il cranio di Kennedy provenire frontalmente, mentre Oswald era lontano alle spalle, e già un colpo aveva colpito il presidente da altra angolazione; non bastano poi la provvidenziale eliminazione di Oswald da parte di Jack Ruby (che presto morì in carcere) e le numerose strane morti di testimoni nel periodo seguente, che ricordano quasi la misteriosa catena di morti seguita alla strage di Ustica, a far comprendere la derisorietà della teoria del singolo attentatore. Al generale Maletti, dei nostri Servizi Segreti, durante una visita di lavoro negli Usa alcuni anni dopo i fatti, un collega americano, richiesto di delucidazioni su come fosse stata possibile la morte di Kennedy, rispose telegraficamente : “CIA wanted it” (Lo ha voluto la CIA). La concentrica operazione, che portò sulla Dealey Plaza diversi cecchini, preparò la figura di Oswald come capro espiatorio, con la sua immediata eliminazione, condusse alla sistematica liquidazione di giornalisti e testimoni che volevano dare un contributo di verità alle indagini (si leggano le inchieste serie sulla vicenda), dimostra l’ampiezza e la ramificazione del complotto, che disponeva di tutti i mezzi necessari per spazzare via ogni possibile intralcio anche successivo agli eventi. La pietosa ed offensiva ricostruzione del Rapporto Warren fa comprendere quale sia la distanza esistente, negli Stati Uniti, fra le strutture apparenti del potere democratico e le strutture più profonde del potere, capaci di sovvertire qualunque ordine. Per rivedere un complotto di tale portata, si sarebbe dovuto attendere l’undici settembre del 2001, quando una nuova probabile forma di colpo di stato venne posta in essere per modificare la politica estera della potenza egemone. Da inchieste effettuate, sembra che il settanta per cento degli americani non creda alla versione ufficiale sul caso Kennedy, e quasi il sessanta per cento non creda alla versione ufficiale sull’undici settembre. Nonostante questo, ci troviamo a commemorare un Presidente che avrebbe potuto fare molto per gli Stati Uniti, e migliaia di vittime nel caso dell’undici settembre (oltre alle vittime causate dalle guerre innescate dalla tragedia). Oggi, come allora, il potere decide, e l’opinione pubblica assiste.

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5 commenti su “John Kennedy : da 50 anni vittima senza verità

  1. MARIAROSA
    novembre 24, 2013

    Ricordiamo sempre che le ingiustizie vanno sollevate,anche le pagine di ieri fanno parte del nostro cammino,una storia che non può essere modificata,ma si può
    modificare il nostro modo di vedere le cose,innanzitutto non rimanendo indifferenti!

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 22, 2013 da in Storia con tag , , , , .
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