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l'inserto culturale di East Journal

Piazza Fontana : Noi sapevamo. Due entrarono con la bomba, due restarono fuori dalla banca.

Nel doloroso anniversario della strage di Piazza Fontana, che segnò nel 1969 l’inizio della Strategia della tensione in Italia, ricordiamo qui le vittime di quella strage, diciassette cittadini a cui si aggiunse pochi giorni dopo il ferroviere Giuseppe Pinelli, caduto innocente da una finestra della Questura di Milano. Li ricordiamo parlando di un libro che narra, seguendo la voce del Generale Maletti, capo del controspionaggio italiano dal ’71 al’75, i fatti di quegli anni, raccontando verità gravissime. Il libro e le sue verità continuano ad essere quasi ignorati dai media e dalle autorità, proseguendo tutti nel colpevole silenzio e sostanziale insabbiamento che ha portato negli anni a sentenze incapaci di condannare i colpevoli.

di Giovanni Catelli

Due entrarono con la bomba, due restarono fuori dalla banca.

Lo afferma con tranquilla certezza il Generale Maletti, dal ’71 al ’75 capo dell’Ufficio D del SID, controspionaggio, i Servizi Segreti Italiani dell’epoca.

Il Generale è l’unico uomo dei vertici militari e spionistici che abbia sinora avuto il coraggio di parlare, pur attenendosi in parte al segreto relativo al proprio ufficio.

Secondo Maletti, dunque, il gruppo degli attentatori di Piazza Fontana era composto da quattro persone.

Sempre secondo la sua testimonianza, l’esplosivo della strage venne da un deposito militare americano in Germania, e affidato alla cellula mestrina di Ordine Nuovo, legata ai fascisti di Padova : furono poi costoro, secondo il generale, e anche secondo la Cassazione nel 2005, a compiere materialmente la strage.

Ancora più gravi sono le affermazioni di Maletti su una precisa strategia americana in Italia in quegli anni, e sulle contiguità dei politici italiani. Egli afferma : ” Lo dico chiaro e tondo. C’era in atto, in Italia, una precisa strategia americana : sono certo che sia il Capo dello Stato sia A. ne fossero al corrente.”

Il Generale ascrive la Strategia della Tensione di quegli anni a una precisa politica di intervento dell’Amministrazione Nixon sul fronte  dei paesi a rischio comunista, e in particolare in Italia.

Le date e le circostanze sono impressionanti :

il 26 febbraio 1969, durante la sua visita a Roma, Nixon incontra a quattr’occhi il Presidente Saragat : inizia il loro contatto diretto.

aprile 1969 : iniziano le prime bombe, senza vittime, in varie città d’Italia

agosto 1969 : bombe sui treni ; colpiti otto convogli, con dodici feriti.

12 dicembre 1969 : strage di Piazza Fontana a Milano. Diciassette morti, ottantasei feriti.

7 dicembre 1970 : tentato golpe Borghese.

17 maggio 1972 : il commissario Luigi Calabresi viene ucciso a Milano.

31 maggio 1972 : strage di Peteano. Quattro carabinieri uccisi dal militante di estrema destra Vinciguerra.

17 maggio 1973 : attentato alla questura di Milano. Quattro morti.

28 maggio 1974. Strage di Piazza della Loggia a Brescia. Otto morti e novantaquattro feriti.

4 agosto 1974. Strage del treno Italicus. Dodici morti e quarantotto feriti.

9 agosto 1974. Il Presidente americano Nixon si dimette dalla carica in seguito al caso Watergate.

Termina la Strategia della Tensione in Italia.

Maletti afferma testualmente : “La strategia invasiva della Cia terminò con la fine del quinquennio Nixon”.

“Era la fine di un’era caratterizzata dalla grande spregiudicatezza nella visione della situazione politica internazionale”.

Non si dimentichi, in quell’epoca, l’undici settembre 1973, il colpo di stato militare di Pinochet in Cile, appoggiato dall’Amministrazione Nixon, che causò una terribile repressione e migliaia di morti nel periodo successivo.

Di fronte ad affermazioni tanto precise e circostanziate, espresse da un uomo lucido e dalla memoria ferrea, stupisce, o forse non stupisce affatto, che la maggior parte dei media abbia sorvolato elegantemente sulla pubblicazione di questo libro e sulla estrema gravità di quanto affermatovi.

Il Generale sostiene che in molti, oltre a lui, ancora sappiano, e potrebbero parlare.

Egli non intende caricarsi sulle spalle l’intera rivelazione della verità : afferma che forse potremo conoscerla, ma che dovranno, prima, passare a miglior vita alcune importanti personalità.

Stupisce inoltre che il film Romanzo di una strage, che ha pur avuto il merito di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica un fatto così tragico, e un periodo di capitale importanza per comprendere la nostra storia recente, non abbia tenuto conto di queste rivelazioni, e si sia affidato ad altre fonti, portando avanti una teoria della “doppia bomba” giudicata pochi giorni fa di “assoluta inverosimiglianza” dalla Procura di Milano, che ha proposto una richiesta di archiviazione dell’indagine in merito.

Un encomio doveroso ai tre giovani giornalisti, Andrea Sceresini, Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato, che hanno intervistato il generale Maletti nel suo buen retiro sudafricano, e con la grande documentazione e precisione delle loro domande hanno saputo ottenere risposte di tale importanza e gravità.

Ci si augura che, seppure in ritardo, le principali testate giornalistiche possano finalmente riconoscere a questo libro e a questa testimonianza la decisiva importanza che rivestono.

Piazza Fontana, noi sapevamo – Sceresini, Palma, Scandaliato – Aliberti editore

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4 commenti su “Piazza Fontana : Noi sapevamo. Due entrarono con la bomba, due restarono fuori dalla banca.

  1. MARIAROSA
    maggio 15, 2012

    Grazie per l’attenzione riposta a questo caso,certi pezzi di storia non vanno
    dimenticati,purtroppo spezzare certe catene pare impossibile,dopo il sig. A.,il sign.B….E’ compito del giornalista far si che queste catene almeno non siano invisibili per l’interesse dell’opinione pubblica,ci si sente impotenti lo so,ma è giusto sapere,la verità è motivo di vita.

  2. MARIAROSA
    dicembre 12, 2012

    In questo doloroso anniversario voglio unirmi a voi con l’intento del dovere di non dimenticare,l’attesa di una giustizia,sembra lontana,anche se è passato troppo tempo,certi diabolici legami non sono ancora passati,quando cadranno le maschere dello Stato? Quando ci sarà una politica dell’ “uomo”?
    Il rosso di quella fontana oggi, spero sia luce per il domani.

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