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l'inserto culturale di East Journal

Una fiaba di Varsavia : L’Anatra d’Oro

 

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L’Anatra d’Oro

Tanto tempo fa a Varsavia viveva un giovane ragazzo di nome Lutek. Faceva il calzolaio e lavorava in una delle botteghe della Città Vecchia. Era molto povero e viveva soltanto di quello che riusciva a guadagnare dal mastro. Trascorreva spesso le serate alla locanda e ascoltava con guance infuocate i racconti degli abitanti più anziani. Qualche volta immaginava di essere un coraggioso soldato sul campo di battaglia oppure un ricco mercante in viaggio attraverso paesi lontani.

Una sera ascoltò una quieta conversazione tra i mastri.

– Sembra che in Tamka, nei sotterranei del castello Ostrogski, si possa incontrare l’Anatra d’Oro – sussurrava misteriosamente il maestro Jan.

– Ho sentito dire che è un bellissimo uccello ma anche molto furbo e pericoloso – aggiunse il maestro Bartłomiej.

– Perché pericoloso? Come può un’anatra essere pericolosa? – chiedevano gli altri.

– Cercando l’anatra ci si può perdere nei sotterranei senza tornare mai più in superficie. Si dice che molti ci abbiano già provato e che di loro non si sia saputo più nulla – prese di nuovo la parola il maestro Jan.

– E se qualcuno incontrasse l’anatra? – chiese il giovane Staś, figlio di uno dei mastri.

– Allora l’anatra lo renderebbe ricco per sempre.

Lutek – udite queste parole – corse immediatamente fuori dalla locanda e si diresse dritto verso Tamka. Giunse velocemente al castello e trovò senza difficoltà l’ingresso dei sotteranei. Laggiù regnava l’oscurità, era freddo e umido. Il ragazzo girò a lungo per i corridoi, dapprima alla ricerca dell’anatra, e poi della strada del ritorno. Era ormai così stanco e intirizzito che aveva perso ogni speranza di trovare l’uscita. E proprio in quel momento si ritrovò in una grande sala con un’alta volta, ornata d’oro zecchino. Quasi tutta la sala era riempita da un lago dall’acqua di colore blu scuro, in cui nuotava l’Anatra d’Oro.

– Benvenuto, Lutek – disse con voce umana. – Mi hai trovata, quindi hai meritato un premio. Ti renderò ricco. Prendi questa borsa, dentro ci sono cento ducati d’oro. Comprati tutto quello che vuoi, ma ricorda che devi spendere tutto in un sol giorno. E non puoi condividere il denaro con nessuno. Se non rispetterai queste condizioni, resterai povero per sempre.

Lutek afferrò la borsa e tornò indietro. Questa volta i corridoi gli sembravano più chiari e diritti, così giunse velocemente di sopra.

Varsavia si stava appunto destando alla vita. Pian piano aprivano i negozi e la gente si muoveva per fare commissioni.

“Finalmente sono ricco!” pensava il ragazzo, camminando a passo energico in direzione del mercato. Prima comprò tutte le delizie di cui avesse mai avuto voglia. Poi andò dal sarto e indossò l’abito più costoso, ornato di pietre preziose e oro, e anche stivali di pelle con speroni d’oro. Successivamente andò alla locanda più costosa e ordinò i piatti più costosi e l’idromele più nobile. Molte persone cercavano di fargli piacere, sperando in una qualche donazione da parte di un giovane così ricco. Tuttavia Lutek non diede a nessuno neanche un grosz. Nel pomeriggio comprò il più bel cavallo, ordinò dal gioielliere un anello d’oro con il più grande diamante e la serà andò a uno spettacolo a teatro, dove si sedette nella loggia principesca.

Venne la sera, ma nella borsa del ragazzo c’era ancora la metà dei ducati. I negozi chiudevano  lentamente e Lutek non poteva più guardare il cibo. Rifletteva su come potesse ancora spendere i soldi, quando – proprio accanto a sè – sentì una voce silenziosa.

– Nobile signore, aiuta un vecchio mendicante. La guerra mi ha preso tutto quello che avevo.

Si guardò intorno e, all’ombra del portone, scorse la figura rannicchiata di un uomo anziano. Gli stracci di cui era vestito un tempo furono certamente una bella uniforme. Lutek infilò la mano in tasca e tirò fuori una manciata di ducati. Nel momento in cui li consegnò al mendicante, proprio accanto, balenò una luce chiara e apparve una principessa, fino a quel momento trasformata in Anatra d’Oro.

– Non hai rispettato le mie condizioni! Sarai sempre un povero calzolaio! – gridò, dopo di che  scomparve nel nulla.

Lutek guardò il vecchietto contento allontanarsi a passo svelto in direzione della Città Vecchia.

– E va bene –  disse ad alta voce. – I soldi non fanno la felicità, se non si possono condividere con nessuno. Io non potrei vivere così, perché non sarei mai veramente felice.

 

Il castello Ostrogski si trova ancora in via Tamka a Varsavia. Dell’Anatra d’Oro nessuno ha più sentito parlare, e oggi la ricorda solo la statua nella piazza davanti al castello.

 

 

 

(nella traduzione degli studenti di italiano del Gruppo WA2 ˃ IKLA ˃ Università di Varsavia: Marcin Banasik; Ewa Krawczyk; Maja Litka; Magdalena Kałuzyńska; Patrycja Cukierska; Anna Bieńkowska; Agnieszka Glanowska; Bożena Gandor; Edyta Mazur; Agata Miks; Marcin Bielówka; Aleksandra Luszowska; Carmela Ferraro; Magdalena Nowaczewska. A cura di Lucia Pascale)

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 27, 2013 da in Racconti con tag , , .
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