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l'inserto culturale di East Journal

La poesia di Petr Kràl in una nuova antologia

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di Giovanni Catelli

Petr Kràl è un grande prosatore e poeta ceco: emigrato in Francia nel 1968 in seguito all’invasione sovietica della Cecoslovacchia, ha vissuto a Parigi per più di trent’anni, scrivendo parallelamente in ceco e francese; la sua produzione si divide equamente fra poesia e prosa, nella misura della prosa breve, che fa di lui un autore inconfondibile per l’acutezza dello sguardo e la delicatezza del suo muoversi attraverso i vuoti e i pieni del mondo, seguendo percorsi periferici, inconsueti, laterali rispetto all’ordine dominante. Possiamo ricordare, fra le più recenti e fortunate raccolte di prose, Notions de base, pubblicata da Flammarion con la prefazione di Milan Kundera. Ora possiamo leggere in italiano un’antologia della sua produzione poetica, realizzata con grande cura da Antonio Parente per le edizioni Mimesis. Il punto di partenza giovanile di Kràl è stato il surrealismo, e questo si avverte nella sua poesia, così come si riconosce il suo peculiare sguardo di flaneur urbano e di viaggiatore, che riconosce con sicurezza le fessure ove il miracolo e la bellezza si fanno largo nella realtà quotidiana. Strade, stazioni, autobus, lampioni, improvvisi paesaggi, treni, piazze, avanzano nel suo rapido osservare e sulla pagina, e spesso un interlocutore silenzioso condivide questo sguardo e queste riflessioni sull’esistere, sul senso dei gesti e sul nostro misterioso agitarci nella vita. Kràl ci accompagna in un suo viaggio attraverso il reale, che interroga in continuazione, alla ricerca di indizi e tracce che possano esserci utili per il tragitto ulteriore. Egli teme il vuoto, eppure non cede neppure un frammento della bellezza del mondo, si aggrappa ad ogni più fragile traccia di vita e di senso, come a far balenare il miracolo e una fragile salvezza dove a malapena si scorge una luce. Lo sguardo acutissimo e prensile, e una parola precisa che fa balenare immagini, sono tra i doni che poesia di Kràl ci concede. Chissà, che dopo questa felice raccolta poetica, l’editoria italiana sappia far conoscere al pubblico le magnifiche prose ancora esclusivo dominio dei lettori francesi, per non parlare dei saggi sul cinema e sul Surrealismo Ceco, e la raccolta di poeti cechi contemporanei pubblicata presso Gallimard. Ricordiamo la sua selezione di giovani poeti cechi raccolta in Rapporti di Errore, tradotta in italiano da Antonio Parente sempre per MImesis.

Petr Kràl – Tutto sul crepuscolo (Trad. di Antonio Parente) – Mimesis Edizioni

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 13, 2014 da in Poesia, Recensioni con tag , , , , , .
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