café golem

l'inserto culturale di East Journal

Giuseppe Pinelli: e ‘a finestra c’è la morti

pinelli copertina finestra 160
di Giovanni Catelli
A cavallo della mezzanotte tra il quindici e il sedici dicembre 1969, il ferroviere anarchico Pino Pinelli precipitò da una finestra della Questura di Milano. Questa data resterà impressa per sempre nella storia della strategia della tensione in Italia. Dopo la strage di Piazza Fontana del dodici dicembre, dall’Ufficio Affari Riservati del Viminale, l’organismo centrale che controllava e indirizzava le indagini sugli atti terroristici, era partita l’indicazione precisa della pista anarchica; i suoi uomini si erano “precipitati” a Milano a coordinare le indagini, e il nome di Valpreda era stato fatto subito come probabile colpevole. Questa precisa decisione, assunta a priori, emerge con chiarezza da questo documentatissimo libro, che propone le testimonianze raccolte proprio tra chi svolse le indagini, precostituendo la pista anarchica. Tra reticenze dei capi e palesi ammissioni di altri inquirenti, appare chiara l’atmosfera di pesante depistaggio che portò a indicare in Valpreda il “mostro” colpevole della strage. In questo quadro, la caduta di Pinelli dalla finestra durante uno spossante interrogatorio appare un utile corollario alla teoria già formata: non sapremo forse mai se quella caduta fu preordinata o frutto degli eventi, ma l’intero quadro che la circonda getta una luce sinistra e desolante sullo stato delle forze che in Italia, in quegli anni, avrebbero dovuto garantire l’ordine. Gabriele Fuga ed Enrico Maltini, avvocato penalista l’uno e componente di comitati di difesa civica l’altro, raccolgono qui materiali preziosissimi, che ci avvicinano ancora alla verità inconfessabile. Un senso di impotente disgusto avvolge il lettore di fronte ad alcune testimonianze: è inquietante percepire le precise modalità con cui vennero portate avanti indagini così delicate. Di fronte a tali tutori dell’ordine si staglia, come un convitato di pietra, la figura limpida, cristallina, di Giuseppe Pinelli, un uomo onesto, retto, che con la propria morte paradossalmente contribuì a smascherare quell’ipotesi prefabbricata che proprio da quella morte avrebbe dovuto ricevere conferma. La nostra gratitudine va a quei giornalisti, come Camilla Cederna, che la notte della tragedia poterono assistere in diretta alla macchinazione, e subito si batterono per denunciarla; altrettanta gratitudine va a chi, come gli autori di questo libro, si batte ancora perché una completa, piena verità possa emergere su eventi così dolorosi e tragici, che macchiano tuttora le istituzioni e la memoria del nostro Paese.

Fuga – Maltini – e ‘a finestra c’è la morti – Zero in condotta

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: