café golem

l'inserto culturale di East Journal

Tre poesie di Daniel D. Marin

Daniel D. Marin foto

il coniglio di alabastro

il coniglio di alabastro viaggiava nell’autobus.

nulla lo distingueva dagli altri passeggeri clandestini.

benché non parlasse, sapevano tutti

cosa avrebbe voluto dir loro e approvavano

il coniglio di alabastro aveva i denti cariati,

per questo non osava sorridere mai,

fino al giorno in cui la giovane controllora

non gli chiese cortesemente il titolo di viaggio

e lui si confuse terribilmente, arrossì, balbettò

si frugò in tutte le tasche

e non trovò nulla

allora lei gli fece una multa salata.

tirò fuori dal borsone una macchina fotografica professionale

e minacciandolo di morte immediata

obbligò il coniglio di alabastro

a sorridere proprio come nelle réclame in TV

e lo fotografò da davanti e di profilo

persino all’interno della bocca

che aveva l’odore fresco del crimine e delle mandorle amare.

Il ragazzo con gli occhiali e il muro

uff, che tempo cupo e piovoso!

il ragazzo con gli occhiali dalle spesse lenti di vetro

guarda dalla finestra e le gocce

sono troppo grosse e fitte. sono grandi

quanto un uovo d’anatra e compatte quanto le tarme nel letto della nonna.

di uscire di casa non gli passa per la testa.

con il dito medio solleva gli occhiali sul naso

e se ne sta in piedi davanti al muro

che pian piano prende colore

e dischiude al centro una bocca spaventosa

dai denti d’acciaio. il ragazzo con gli occhiali trema

dalla paura, ma a occhi chiusi infila un braccio.

il muro lo serra amichevole. poi,

gli parla in modo altrettanto amichevole.

il ragazzo lo ascolta senza contraddirlo,

ma prende lo straccio e glielo infila dritto nella bocca feroce

dai denti d’acciaio. il muro soffoca.

fuori piove a gocce grandi quanto un uovo d’anatra,

mentre il ragazzo con gli occhiali dalle spesse lenti

di vetro se ne sta solo soletto in casa,

a fissare il muro bianco-intonaco dalla paura.

 

 

il cane invisibile

nel parco del centro città dagli abitanti clandestini

sull’erba tenera e umida

il bambino tiene un cane invisibile in braccio

ne accarezza il pelo soffice e fitto

sussurra all’orecchio lievemente sollevato qualcosa di molto segreto

il cane invisibile comprende di certo ogni cosa

(si vede da lontano quanto è intelligente)

e sempre in un sussurro risponde al bambino qualcosa di molto segreto

il bambino lo nutre con brace e pane di forno ammollato nel latte

un morso lui, due il cane invisibile

nel parco del centro città dagli abitanti clandestini

un bambino grande quanto una pulce

gioca nel pelo soffice e fitto

di un cane invisibile

che cresce, seguita a crescere

come il palazzo dirimpetto

come un transatlantico.

da Poeme cu ochelari (Poesie con gli occhiali – Edizioni Tracus Arte, Bucarest, 2014)

Traduzione dal romeno di Anita Natascia Bernacchia

Daniel D. Marin (nato in Romania, dal 2012 vive in Italia, a Sassari) ha pubblicato i volumi Oră de vârf (Ora di punta – 2003; Premio per la Poesia al Festival Nazionale “Duiliu Zamfirescu”, 2003; candidato al Premio Nazionale di Poesia “Mihai Eminescu” – Opera Prima, 2004), Aşa cum a fost(Così è stato – 2008), L-am luat deoparte şi i-am spus (L’ho preso da parte e gli ho detto – 2009, 2013; Premio “Marin Mincu”, 2010), Poeme cu ochelari (Poesie con gli occhiali – 2014). È curatore del volume Poezia antiutopică. O antologie a douămiismului poetic românesc (Poesia antiutopica. Un’antologia del duemilismo poetico romeno – 2010), la prima antologia retrospettiva della più giovane generazione letteraria di Romania, conosciuta come Generazione 2000. Ha realizzato rubriche, interviste e inchieste letterarie per diverse riviste di prestigio, tra cui Luceafărul, Cuvântul, Viaţa românească, Suplimentul de cultură e Poesis. Attualmente è redattore associato della rivista Zona Literară (Zona Letteraria), dove ha creato una rubrica di poesia italiana contemporanea, per cui ha tradotto, per la prima volta in romeno, poesie di Antonella Anedda, Laura Pugno, Maria Grazia Calandrone, Isabella Leardini e Milo De Angelis. Per il Festival Internazionale di Poesia di Bucarest – 2015 ha tradotto poesie di Annelisa Alleva

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 14, 2015 da in Uncategorized con tag , , .
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