café golem

l'inserto culturale di East Journal

La poesia: Ofelia Prodan

Ofelia Prodan

domo arigato, mr. Roboto

 

sei in catena di montaggio tra altri volti traslucidi

ricordi quello sguardo arrogante

che ti radiografa distaccato, osservando ogni più piccolo difetto

 

le mani ti tradiscono, un leggero tremito nervoso

le unghie rose fino a sanguinare

la voce robotica ti comunica tutto ciò che devi fare

ora nulla distrae più la tua attenzione

sei l’ingranaggio senza cui il meccanismo della società perfetta

potrebbe bloccarsi

 

attendi che il giorno finisca per scomparire

nella luce fosforescente di una bettola oscura

sprofondi nel torpore, il telecomando ti muove

avanti e indietro, avanti e indietro, come una macchinina giocattolo

entri facilmente in una scatola di cartone

dentro fa caldo e si sta bene, tra un po’

ti tireranno fuori, ti poseranno in mezzo ad altre bagatelle

 

da: Ofelia Prodan , No Exit, Charmides, 2015

 

traduzione di Roberto Merlo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 11, 2016 da in Poesia con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: