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l'inserto culturale di East Journal

Lunga vita al Salone del libro di Torino

torino 2018

di Giovanni Catelli

Si è appena conclusa con numeri da record la trentunesima edizione del Salone del libro di Torino: dopo l’edizione dello scorso anno, che aveva rappresentato la vittoriosa resistenza del Salone di fronte all’attacco delle maggiori case editrici, che avevano disertato Torino per proporre a Milano una fiera concorrente, Tempo di Libri, risultata un insuccesso, l’edizione 2018 della kermesse torinese ha segnato un ulteriore rafforzamento del proprio ruolo guida tra le fiere librarie italiane. Simbolo esemplare di questa realtà il ritorno a Torino, obtorto collo, delle major editoriali, pur dopo aver riproposto a Milano Tempo di Libri, in un nuovo formato e in una nuova sede, ben organizzata da Andrea Kerbaker. Le cifre di vendita (oltre che di presenze) tra le due manifestazioni hanno segnato un impietoso successo da parte di Torino, tanto da far dire a Giuseppe Laterza, della omonima casa editrice, che sarebbe ora di chiudere la manifestazione milanese. Per motivi di orgoglio questo non avverrà in tempi brevi, poiché significherebbe abbandonare il sogno, lungamente accarezzato da parte delle major, di scippare il Salone a Torino, ma certo è che due manifestazioni analoghe, a breve distanza di tempo, non rappresentano una soluzione sensata. Il Salone torinese, ricco di una offerta culturale fortissima, molto ben articolata da Nicola Lagioia e Massimo Bray, che condurranno la manifestazione anche il prossimo anno, ha superato le 144.000 presenze, con grande successo di vendite, garantendosi la sopravvivenza a dispetto delle difficoltà. Sarebbe ora di riconoscere al Salone lo status di bene culturale immateriale, per la sua presenza consolidata nell’immaginario degli italiani, e per il suo ruolo ormai storico nella promozione del libro e della lettura. L’esito delle ultime due edizioni rappresenta un successo anche delle case editrici indipendenti, che sin dal primo accenno di minaccia si sono schierate a difesa di Torino, della sua tradizione e del suo ruolo insostituibile. Lunga vita dunque al Salone del libro di Torino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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