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Tre prose di Maria del Carmen Colombo

maria del carmen colombo

La familia china – María del Carmen Colombo

Traduzione: Carolina Isla

 

Sono cinesi le tre fanciulle, dipinte dal fine pennello di un copista orientale. Occhi come fessure

guardano la scena della madre, lavando il chimono nel lavandino del cortile. Gli sguardi sottili

rigano le occhiaie della madre, imitazione dell’ombra di un albero esotico. Le disegnano persiane

chiuse per proteggerle da un sole di meriggio, insopportabile.

L’anima cinese della famiglia si riempie come un catino

porteño

al ritmo dei detti materni

dell’acqua. E le tre fanciulle ricordano, all’unisono, i buchi lasciati dalle pallottole. I buchi del

ricordo, moltiplicati per tre, sporcano con il sangue del padre il chimono che la madre lava,

infinitamente, dentro il lavandino delle sue proprie occhiaie.

Ricordare, aprire l’occhiello di una ferita chiamata occhio, provoca un mal di sole, insopportabile,

tra sopracciglio e sopracciglio. Per quello, all’ombra di un albero esotico, le tre fanciulle dipingono

l’anima di un drago salendo in cielo, con il fine pennello delle loro ciglia.

……..

Ogni notte, la madre cinese mette la sua mente dentro un bicchierino immobile. Lo riempie con i

suoi minuti pensieri di spillo. È di giada, il bicchierino, e sembra una palpebra svuotata dalla punta

di una canna di bambù. Può essere anche un uccello muto che si regge su una sola zampa di

gallina.

La mente materna imita il salto  degli equilibristi, quelli che buttano in aria l’anima e cade,

appallottolata, nelle acque asciutte del vuoto.

Al mattino, la mente cinese esce livida dalla palpebra, come un pesce o un’anima che ha vagato per

gli anfratti del limbo.

……..

Negli spazi ridotti è opportuno calare, come la luna e le maree: la direzione del movimento

obbedisce al bisogno. È favorevole decrescere con dirittura, orientati dalla mappa notturna che

disegnano le assi da stiro, quando piegano le loro  ali

e culminano, ferme, in un inchino.

I paraventi si sottopongono al dettame dei tempi e cedono, docili, i tasti dei loro ventagli. Una scala

divora la sua propria chiocciola, gradino a gradino.

Alcuni pensieri imbustano le loro intimità e si ammucchiano, proprio come le lenzuola, in accurate

fisarmoniche. Le menti più realistiche si adeguano tanto a dire pane al pane e vino al vino, che

dopo si sparpagliano in altre dimensioni, come la gente che vive accalcata in una stanza e sogna

con l’ampiezza del paradiso.

 

2 commenti su “Tre prose di Maria del Carmen Colombo

  1. Maria Del Carmen Colombo
    febbraio 24, 2020

    Muchísimas gracias, reciérn encontré estas traducciones…; emoción!

    • catelligiovanni
      febbraio 25, 2020

      Fue un placer recibirlas, en la traduccion del amigo poeta
      Pablo Ingberg y de Carolina Isla

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 23, 2018 da in Poesia con tag , , , .
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