café golem

l'inserto culturale di East Journal

El salto de papà di Martin Sivak (Argentina)

sivak copertina245

di Giovanni Catelli

E’ stato pubblicato in Argentina lo scorso anno presso l’editore Seix Barral, e ha già ottenuto numerose ristampe: è un libro singolare, intimo e necessario per l’autore, che è riuscito a scriverlo solo molti anni dopo i fatti narrati; si tratta de El salto de papà, di Martin Sivak, che ricostruisce la vita del padre amatissimo a partire dal suo suicidio, realizzato lanciandosi dal sedicesimo piano di un palazzo di Buenos Aires. L’inizio è folgorante: Prima di lanciarsi dal sedicesimo piano, papà si congedò dalla classe operaia argentina. Un gruppo di muratori che costruiva l’hotel Hyatt a trenta metri di distanza non gli rese il saluto. Tentarono di trattenerlo gridando, quando pose il piede destro sul davanzale della finestra. Il giornale Cronica lo riferì nella sua edizione della sera. “Attento, pazzo, ti vai ad ammazzare! No, no, no! Torna dentro! Cosa fai? Non buttarti!” Lui mostrò loro il palmo destro e un mezzo sorriso. Lasciò andare un lamento e si lasciò cadere.

In quel periodo il padre era entrato in depressione a causa della liquidazione della banca di famiglia, forse vittima di forze economiche superiori. In realtà, ultimo erede di una dinastia di imprenditori comunisti, personaggio originale, uomo mite e nostalgico della rivoluzione sovietica, aveva attraversato anni terribili, quelli della dittatura militare, era stato imprigionato, aveva vissuto in esilio, aveva subito il rapimento e l’uccisione del fratello maggiore, e si era ritrovato responsabile di un piccolo impero che non desiderava. La sua passione politica era forse ciò che gli premeva di più, il suo impegno per fare dell’Argentina un paese migliore, lottando contro la dittatura e le periodiche minacce dei militari al potere civile. Jorge Sivak appare nei ricordi del figlio come un uomo sincero e idealista, soverchiato da tempi tremendi e da una famiglia ingombrante, con un padre che aveva costruito un piccolo impero economico partendo dai fondi segreti del Partito Comunista. Il mistero di una vita è a volte impenetrabile, anche osservato da vicino, dalla prossimità di un figlio che adora questo padre vulcanico e originale, e che lo perde a quindici anni, senza poter fare nulla per trattenerlo. L’inseguimento dei ricordi è forse il solo modo per tentare un risarcimento, per rincorrere il tempo perduto, per salvare quanto di prezioso è rimasto dall’usura della memoria. Restano sempre domande senza risposta, dubbi, il timore di non aver fatto abbastanza, per evitare ciò che è accaduto, e a cui non si può porre rimedio. Si ricorre allora a una caccia determinata, infaticabile, di ogni possibile indizio, ogni minimo ricordo capace di avvicinare alla verità, e dissipare le ombre. La vita di Jorge, della famiglia, dello zio Osvaldo, due volte rapito e alla fine ucciso, è ricostruita con intensità, è più ricca e interessante di un romanzo, possiede il colore unico ed autentico della verità. Leggendo, si entra in un mondo, in un’epoca, si seguono personaggi vivissimi, raccontati quasi in presa diretta, ci si appassiona, si cerca di intuire, insieme all’autore, la verità dei fatti, più profonda dell’apparenza. Come si dice nel libro, la cosa più difficile era trovare una conclusione a questa storia: e Martin Sivak la trova, in modo irridente e beffardo, ancora una volta smascherando e denunciando il marcio che affiora dai sepolcri imbiancati. Non ve la raccontiamo, ma è come un’estrema vendetta, per tutto ciò che il padre ha dovuto sopportare, in vita e in morte. Si esce dalla lettura di questo libro con improvvisa nostalgia per quel mondo, fatto di persone che già ci sembrano familiari, di storie che già ci appartengono. Il fascino ipnotico della narrazione ci accompagna a lungo, come se la storia ci riguardasse, come se la vita di queste persone ci toccasse da vicino.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 18, 2018 da in Critica letteraria con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: