café golem

l'inserto culturale di East Journal

Due poesie di Luis Tedesco

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[Non chiamare, non scrivermi, ho paura]

 

Non chiamare, non scrivermi, ho paura

della tua voce, della tua grafia, ho paura

del tuo fiato nella nebbia del mio viso,

ho paura, lo sai, che da così vicino

il tuo graffio d’immagine negli occhi

risvegli quella luce, quel contorno,

la forma accarezzante del tuo nulla,

ho paura del tratto ragnatela,

inchiostro nero e carta scossi dalla

tua grafia incrostata nelle mie parole,

ho paura, lo sai, che nel pensarti

golosa mi ti fermi nella mente,

così suadente sogno fu il tuo corpo

che senza te fui al risveglio spettro.

 

 

Stato d’assedio

 

Un arabo di merda dice all’ebreo di merda

che l’ italiano di merda e il nero di merda si sono tracannati

due fiaschi di un vino di merda nel negozio di merda

dello spagnolo di merda in un quartiere di merda

e poi un po’ fuori e in vena d’ingozzarsi

si sono pappati uno spezzatino di merda che una sfigata di merda

gli ha preparato in una casupola di merda di una baraccopoli di merda

e così col gozzo gonfio di cime di merda

tutti e ognuno per suo conto tutti

hanno appiccato il fuoco alla casa di merda del vicino di merda

e tutti branco tra le fiamme di merda

nel crogiuolo di merda delle loro razze di merda

si sono colpiti senza sosta si sono ammazzati di botte

tutti contro tutti massacrati

nella festa di merda delle loro vite di merda

 

Traduzione di Pablo Ingberg e Carolina Isla

 

[No llames, no me escribas, tengo miedo]

 

No llames, no me escribas, tengo miedo

de tu voz, de tu letra, tengo miedo

de tu aliento en la niebla de mi cara,

tengo miedo, sabés, de que tan cerca

tu rasguño de imagen en los ojos

despierte aquella luz, aquel contorno,

la forma acariciante de tu nada,

tengo miedo del trazo telaraña,

tinta negra y papel estremecidos

por tu letra incrustada en mis palabras,

tengo miedo, sabés, de que al pensarte

golosa te detengas en mi mente,

tan persuasivo sueño fue tu cuerpo

que fui sin vos al despertar espectro.

 

Estado de sitio

 

Un turco de mierda le dice al judío de mierda

que el tano de mierda y el negro de mierda se chuparon

dos frascos de un vino de mierda en el almacén de mierda

del gayego de mierda en un barrio de mierda

y luego ya colocaditos y en trance de barriga

le metieron a un guiso de mierda que una guachita de mierda

les preparó en un rancho de mierda de una villa de mierda

y así repleto el buche con cúspides de mierda

todos y cada uno por su lado todos

le prendieron fuego a la casa de mierda del vecino de mierda

y todos manada entre yamas de mierda

en el crisol de mierda de sus razas de mierda

se golpearon sin asco se mataron a palos

todos contra todos todos masacrados

en la fiesta de mierda de sus vidas de mierda

 

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 3, 2019 da in Poesia con tag , , , , .
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